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Evoluzione della Ceramica

L'Evoluzione della Ceramica

La ceramica nasce dal primordiale bisogno dell'uomo di fabbricare oggetti capaci di contenere cibo e bevande: parliamo di vasi e anfore, soprattutto, ma anche di caraffe e di coppe che con il tempo cominciarono a essere decorate secondo il gusto del popolo in cui venivano create.

I Fenici hanno imparato l'arte della ceramica dagli Egiziani e l'hanno diffusa in tutto il Mediterraneo mentre i Romani si occuparono della funzionalità degli oggetti realizzati come della robustezza delle anfore utilizzate per contenere svariati prodotti anche durante il trasporto; successivamente al periodo romano la ceramica italiano subì una decadenza trovando successo tra gli Arabi.

Nuovo impulso nella produzione della ceramica italiana si ebbe nel quattordicesimo secolo con la scoperta di una nuova vernice per maioliche; ma l'insidia era nuovamente dietro l'angolo e la ceramica europea affrontò un nuovo periodo di crisi dovuto al successo della porcellana cinese.

Nel diciassettesimo secolo gli Europei introdussero nuovi oggetti in ceramica: Wedgwood fu in grado di escogitare una terracotta bianca con una superficie smaltata a piombo decisamente più economica rispetto al tipo di ceramica presente fino ad allora sul mercato riuscendo peraltro a conciliare qualità e prezzo.

Egli si impose come uno dei primi fabbricanti a utilizzare tecniche relative alla produzione in serie, dividendo i suoi operai in gruppi specializzati ciascuno in singoli compiti; tale tipologia di ceramica registrò un successo clamoroso specialmente tra le classi borghesi.

La ceramica fu impiegata poi per altri scopi al di fuori di quello decorativo come per esempio quelli connessi all'edilizia.